Italiani, smemorati ma strateghi

 PASSATI i 40 le giornate sono spesso costellate da una serie infinita di domande. Non sul senso della vita, ma molto più banalmente e prosaicamente una litania di: dove ho messo il telefono, chi ha preso le chiavi di casa,cosa stavo cercando in cucina, quel signore lo conosco ma chi è?". Se vi riconoscete non preoccupatevi, siete la maggioranza di un esercito di smemorati (non solo nelle aule dei tribunali) che ogni giorno scrive o digita elenchi su elenchi di impegni sperando che entrino in testa (59%) addobba, invade le case con postit gialli dal bagno all'ingresso (uno su due), o imposta i telefonini perché squillino a ricordare impegni, incontri, acquisti da fare.

"Le medicine non servono". Che fare?
Calo di memoria? Tutto normale, rassicurano gli esperti, e conferma un'interessante ricerca di Altroconsumo che ha interrogato 11mila persone sulla smemoratezza incipiente, una realtà che addirittura per un 30% dà già qualche segno di cedimento dopo i vent'anni. "Il calo di memoria non è una malattia ma un fatto fisiologico o legato all'età, che stress, alcol, psicofarmaci, droghe e poco sonno possono aggravare. E per il 70% integratori e farmaci non hanno migliorato la capacità di ricordare" dice Lorenzo Zucchi che ha elaborato statisticamente le risposte.

Mentre gli esperti ricordano che per rafforzare la memoria bisogna avere una buona vita sociale e sonni lunghi, fare le parole crociate e avere più interessi, la gente ha scelto le sue vie di sopravvivenza personali. Gli oltre diecimila intervistati dall'associazione che difende i consumatori hanno infatti raccontato i loro vuoti di memoria, le loro difficoltà e i loro trucchi più usati per sopravvivere ai non ricordo improvvisi, alla vita di corsa che rallenta perché non si trovano le chiavi di casa e non si può uscire, la macchina parcheggiata la sera sembra improvvisamente scomparsa e via dicendo.
Il 59 % degli intervistati fa la lista della spesa, non solo di cibi, ma di impegni. Su carta o sul telefonino per averla sempre a portata di mano. Il 51% scrive appunti su fogli o invade casa, ufficio ma anche la macchina di post.it sperando di ricordarsi gli impegni inderogabili. Sperando di notare la mattina con gli occhi annebbiati quel foglietto giallo appiccicato in bagno sul vetro dove ha scritto una telefonata fondamentale da fare. Chi di sé non si fida, si affida al telefonino, mette sveglie che suonino all'ora in cui deve chiamare quella persona, o segna nel calendario. Il 50 % tiene un'agenda degli appuntamenti su carta o telefonica. Il 46 % lascia la penna e preferisce puntare tutto sulla memoria visiva e fotografica: tiene gli oggetti a portata di vista e di mano per non dimenticare di prenderli, da qui l'abitudine di mettere un cestino vicino alla porta di casa dove mettere le chiavi per evitare la solita caccia al tesoro prima di uscire, o il non mettere in ordine nei cassetti le cose da portare via ma impilarle all'entrata sperando di notarle prima di inciamparci.

La sensazione di una diminuzione della memoria comincia presto. Il 30% dei ragazzi tra i 20 e i 30 intervistati la sentono già, il 41 % degli under 40, il 50% tra i 40 e 50, con un aumento in media di dieci punti ogni dieci anni... fino al 65% degli intervista che veleggiano tra i 70 e gli ottanta.


Fonte: Repubblica Scienze. Per leggere l'articolo originale integrale cliccare qui

Il secolo che sta volgendo al termine è stato dominato dagli acidi nucleici e dalle proteine. Il prossimo si concentrerà sulla memoria e sul desiderio. Sarà in grado di rispondere alle domande che questi temi sollevano?
François, Jacob, Il topo, la mosca e l’uomo (1998)